Posted by: advchild on: August 2, 2008
Fa discutere, ma soprattutto fa pensare la decisione del Pd di non partecipare alla Camera al voto sul «caso Eluana». Si sono lamentati i cattolici per la non scelta, si sono ribellate le componenti più laiche. Ogni decisione avrebbe sollevato dubbi e contrasti. La non decisione ha provocato rabbia e irritazione. Il caso è drammaticamente noto. La Corte d’appello di Milano e la Corte di cassazione ritengono di dover autorizzare la sospensione del mantenimento in vita di Eluana. La Procura generale di Milano no. Il Parlamento doveva decidere se affidare o no alla Corte costituzionale la decisione sul conflitto di attribuzione. Se cioè fosse giusto che un tribunale intervenisse a legiferare in assenza di una legge. Il centrodestra e l’Udc hanno votato a favore del conflitto di attribuzione. Di Pietro no.Il Pd non ha partecipato al voto. Una caso di coscienza collettivo. Un’astensione per non vedere le divisioni che ci sono nel gruppo. Un fuggire di fronte a un dilemma difficile. Se il ricorso al non voto e all’astensione fosse stato limitato solo alla vicenda di Eluana, sarebbe stato grave, una forma di viltà pubblica inaccettabile, tuttavia circoscritta al caso particolare. Invece l’astensione, il non saper che fare, la rinuncia a dire sta diventando una drammatica caratteristica dell’opposizione che si chiama riformista. Quell’altra, la dipietrista, non ha dubbi, vede il demonio dappertutto. Più che da un segretario di partito sono guidati da un esorcista.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280356